Aggiornamenti

Aggiornamenti campagna ARCICACCIAFREEZONE


CONGRESSO REGIONALE (Piemonte) febbraio 2014


COSA è SUCCESSO:

La mozione di ARCI Torino, in cui correttamente si chiedeva un'interrogazione conoscitiva per la valutazione dei requisiti deontologici di Arci Caccia per far parte della Confederazione, è stata emendata dal Congresso Arci Regionale Piemonte del 11/02/2014, (in questo caso per l'espulsione di Arci Caccia) e approvata anche questa a maggioranza (come al congresso territoriale Torino di luglio 2013). Inoltre l'assemblea ha ritenuto di chiedere come primo passo che il prefisso Arci non fosse più utilizzato dalla Associazione Arci Caccia.


LE NOSTRE CONSIDERAZIONI:

La richiesta di espulsione di ARCICACCIA dalla federazione ARCI che il collettivo ARCICACCIAFREEZONE chiedeva inizialmente, si è trasformato immediatamente (durante il Congresso Arci di Torino del 14/07/2013) in una interrogazione conoscitiva per capire quali siano i requisiti che permettono ad ARCICACCIA di far parte della federazione ARCI, per poi ritornare nella sua forma iniziale, ovvero per la definitiva espulsione, al congresso Regionale di febbraio 2014. In entrambi i casi votate a maggioranza.


A nostro avviso, leggendo lo statuto della federazione ARCI, è abbastanza chiaro che un'associazione in cui si pratica uno sport di morte e di violenza, i cui membri partecipano ad una delle fiera del settore armiero più grandi del mondo (l'EXA), che riversano nell'ambiente tonnellate di piombo e che che provocano incidenti mortali (oltre quelli volontari) avendo libero accesso ai terreni privati con le propire armi, non corrisponde esattamente ai requisiti di: PACE; NON VIOLENZA, RISPETTO DELL'AMBIENTE previsti nello statuto della FEDERAZIONE ARCI.


Rispetto alla modifica del nome arcicaccia proposta dall'assemblea durante il congresso regionale Piemonte:

Leggiamo dallo statuto della FEDERAZIONE ARCI:

Articolo 1.

L'arci è un'associazione nazionale che si organizza nella forma di federazione di associazioni a carattere nazionale ispirata ad na cultura democratica, laica, NON VIOLENTA e multietnica. E' impegnata nella promozione della difesa dell'ambiente.[..]

La federazione ARCI è costituita al fine di tutelare e preservare nel tempo il patrimonio IDEALE e culturale dell'ARCI [..]

Articolo 2.

L'ARCI opera attraverso le associazioni ad essa federata negli ambiti sociali indicati nelle finalità statuarie delle stesse.

La federazione ARCI è in sostanza l'ARCI. Le associazioni che ne fanno parte hanno si un loro statuto proprio, ma sono profondamente legate all'ARCI come si legge nei punti dello statuto riportati.

Utilizzare lo statuto dell'ARCI su cui si basa a sua volta lo statuto della FEDERAZIONE ARCI per contestare la presenza dell'ARCICACCIA nella federazione ci sembra più che ovvio (lo sottolineiamo in quanto alcune delle risposte di circoli e simpatizzanti dei cacciatori hanno contestato questo punto).

Riteniamo per questo che sia forviante accogliere la porposta di togliere un suffisso che invece, essendoci, permette chiarificazione sullo stato reale della situazione.

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XVI CONGRESSO NAZIONALE ARCI

dal 13 al 16 marzo 2014 – Bologna


Dal sito dell’ARCI

1.115.000 soci, 17 comitati regionali, 116 comitati provinciali, 4867 circoli diffusi su tutto il territorio nazionale: l' Arci si conferma la più grande associazione italiana di promozione sociale, impegnata sui temi della cultura e della formazione, della pace, dei diritti, del welfare, della legalità democratica, del tempo liberato.”


Durante il congresso nazionale dell'ARCI, come previsto, la mozione Regionale è stata presentata alla Commissione Politica del Congresso Nazionale Arci del 13-16/03/2014. La Commissione ha ritenuto di non poter accogliere la mozione perchè non di competenza: Arci e Arci Caccia sono entrambe associazioni di 2° livello di carattere nazionale e confederate in Federazione Arci (che è organismo altro da Associazione Arci), per cui sia la richiesta di cambio del nome, sia , a maggior ragione, l'espulsione devono essere prese in esame dalla Federazione.

In definitiva sono state BOCCIATE.


NOSTRE CONSIDERAZIONI:

Ad oggi a partire dalla voce di un solo circolo ARCI (Circolo Bazura di Torino), siamo arrivati a parlare di questa problematica interna e della incongruenza che la caratterizza fino al congresso Nazionale.

SE anche altri circoli ARCI presenteranno mozione la voce si potrà fare più rilevante e forse, al prossimo Nazionale più regioni presenteranno la mozione avendo più forza. Per questo chiediamo a chiunque di far sentire la sua voce.


RIFLESSIONI GENERALI

Questa campagna è solo una briciola di resistenza, è solo un granello, un microscopico tentativo di opposizione rispetto al cambiamento in favore di una comunità antispecista in cui la pace non sia relegata alla sola sfera umana.

Questa campagna è un modo per svegliare le coscienze addormentate sulle tessere associative, uno stimolo a dire quello in cui si crede, un tentativo di attivarsi e non delegare passivamente le scelte ad altri.


Infine, il sito, il documento e i concetti che li sostengono vogliono essere degli STRUMENTI a disposizione per discussioni e approfondimenti collettivi.




Presentazione Campagna

A seguito della mozione presentata dal Circolo Arci Bazura di Torino, riguardante la richiesta di espulsione dalla federazione Arci di Arcicaccia e approvata quasi all'unanimità al congresso di Arci Torino nel mese di Luglio 2013, nasce la Campagna Nazionale “Arcicaccia Free zone”.

 

DOVE, COME e PERCHE'

A partire dall'anno 2012, un gruppo di persone ha cominciato nel circolo arci Bazura di Torino un progetto divulgativo incentrato sul tema della discriminazione, con l'obiettivo di convogliare l'attenzione sul confronto tra le sue varie forme, evidenziandone le interconnessioni e la diffusa trama di prevaricazioni nei confronti del “diverso”. In particolare, gli incontri mirano a far emergere come una delle forme di discriminazione più pervasiva nelle società umane sia quella rivolta verso gli animali, bersagli senza voce della prevaricazione, vittime per eccellenza del pregiudizio e di una radicata cultura antropocentrici. Questo progetto, "mercoledì eXtra-Ordinari", è stato proposto da alcuni suoi soci al Circolo ARCI Bazura di Torino, che l’ha accettato e promosso con entusiasmo. 

In occasione del percorso proposto, è stato sollevato il problema riguardante la presenza dell'Arci caccia all'interno della confederazione ARCI, in quanto non coniugabile né eticamente conciliabile con i principi basilari dello Statuto dell'ARCI.

Basta citare due punti dell'articolo 3 dello statuto nazionale dell'ARCI per concludere il discorso e aprire finalmente le porte ad un immediato addio all'Arci caccia. Leggendoli ci si chiede come sia possibile aver trovato per così tanti anni una sezione venatoria all'interno di una confederazione che professa nonviolenza, pacifismo, difesa per la dignità degli animali e si dice contraria ad ogni forma di violenza esercitata nei loro confronti.

Ognuno si dia le dovute risposte. 

Dallo statuto nazionale dell'ARCI:

Art 3 u)
il ripudio della guerra e l'impegno per l'affermazione di una cultura nonviolenta e pacifista e della ricerca della soluzione non violenta dei conflitti, l'azione politica per la riduzione delle spese militari;
Art 3 punto aa)
l'impegno per la difesa della dignità degli animali, contro ogni forma di violenza esercitata nei loro confronti, dal fenomeno dell'abbandono alle pratiche della vivisezione e dei combattimenti, e per l'attuazione di attività di ricovero e iniziative per l'affidamento e l'adozione;

In un'organizzazione che si professa pacifista e nonviolenta, quale dovrebbe essere l'ARCI, risulta lampante la ridicola presenza di una lobby di cacciatori dedita all'uso della violenza, all'utilizzo di armi e alla totale mancanza di rispetto della dignità degli animali.


COME PORTARE AVANTI LA CAMPAGNA

La metodologia che si intende seguire è molto semplice.

Si tratta di portare a conoscenza della campagna i circoli ARCI su tutto il territorio nazionale. Ogni circolo può, come il circolo Bazura ha fatto, chiedere mozione al congresso territoriale a cui appartiene e mettere a votazione la richiesta di espulsione dell'arci caccia. QUI è scaricabile il documento che è stato letto e che ha portato alla votazione CONTRO la presenza dell'associazione venatoria. Questo documento è ovviamente una traccia ampliabile sulla base di dati pertinenti alle reatà locali.

I Circoli aderenti, entreranno a fare parte dell’Arcicaccia Free Zone e, per contraddistinguersi, presenteranno il logo della campagna all'ingresso, scaricabile QUI.

L'intento è quello di raggiungere il congresso nazionale dove la votazione finale porterà all'espulsione definitiva dell'Arci caccia.

 

Questo appello non porta la firma di nessuna associazione, ma solo di individui liberi di scegliere come e con chi portare avanti le proprie attività, per non subire passivamente. Questa proposta, ci teniamo a precisarlo, è solo un dettaglio nella volontà di costruire una società libera dallo sfruttamento animale oltreché antirazzista, antisessista e antifascista.

Collettivo Arcicaccia Free zone
freezonearcicaccia@gmail.com